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Emigrare in classe business e non in un barcone


Leggo di frequente “sono ben vestiti e hanno telefoni di ultima generazione” (mi manca solo da sentire il classico “quando gli italiani emigrarono non c’erano ‘sti Samsung”), è una frase che mi risuona nella testa come una campana da giorni. Non riesco davvero a capire. Perché queste persone dovrebbero essere povere? Provengono in molti casi da paesi poveri, ma non è questo il motivo della loro fuga, il reale motivo che li spinge ad emigrare è la guerra che ha distrutto i loro paesi d’origine, che ha distrutto qualsiasi possibilità di avere un futuro o la speranza di una terra nuovamente fertile. È certo una guerra che ha portato anche carestia e malattia ed in certi casi totale povertà, ma siamo sicuri che la povertà sia il reale lascito delle bombe?! Dicono che la guerra ti lasci senza identità, prima che senza soldi.
Sono persone che nella vita precedente al lungo viaggio che li ha portati in occidente, avevano un lavoro onesto, avevano studiato, erano giornalisti o magari docenti. Sono diventati profughi, non lo sono per convenienza. A modo loro erano come noi: conducevano una vita normale. O davvero pensate che tutte le loro donne siano state prostitute e che tutti gli uomini fossero criminali?! È anzi logico pensare che coloro che emigrano siano quelli dotati di una miglior capacità di adattamento, di una maggiore apertura mentale, di una forte volontà. Sono persone che invece di spostarsi in paesi confinanti dove potrebbero vivere senza mettere in discussione la propria cultura e magari rinunciando alla propria opinione, hanno scelto di ricominciare lontano liberi.
Sono quasi certamente coloro che tra la miseria avevano del denaro da parte, forse sono stati persino benestanti se consideriamo che il viaggio atroce che li fa transitare per l’Italia costa molto più di un qualsiasi biglietto aereo (il “biglietto per lo scafo” costa come 3/4 voli in prima classe British Airways – sui nuovi Dreamliner, quelli per capirci, senza stupri per le bambine). In fin dei conti i primi a scendere dal Titanic sono stati i più ricchi… Di certo se in Italia scoppiasse la guerra civile non tutti potrebbero scappare negli Stati Uniti, eppure sono certo che voi tutti vorreste i vostri cari al sicuro.

Karim El-Hamdi, scafista arrestato nei giorni scorsi, ha rivelato le tariffe per la “traversata dell’inferno”: oltre ai 2.500 euro per il viaggio ci sono 200 euro per una coperta, 100 per l’acqua, 300 per telefonare con l’apparecchio satellitare.

– Fanpage

Alla fine in quel telefono di ultima generazione ci vedo solo l’ultima speranza di salvezza, probabilmente potrebbe pagare l’ultimo biglietto del treno per arrivare finalmente a trovare l’asilo politico ed una vita migliore (pensate, pagano il biglietto per non farsi identificare ‘sti migranti! Pazzesco eh?!). Sicuramente in quel telefono ci sono le foto dei loro cari e magari anche l’unico sistema per riuscire a contattarli o per restare informati sul mondo che li circonda, ed un traduttore automatico che permetta loro di capire cosa, tra gli insulti, gli viene detto. Provate per un secondo a immaginare se non fareste lo stesso.

Leggo anche che sputano per terra, che sono incivili e che non rispettano le aree pubbliche. Ne siete certi? Li avete visti? Vi hanno cagato in giardino? O ha parlato l’odio di qualcuno al posto vostro? Anche il 75% degli adolescenti italiani sputa per terra in centro storico, mentre il 100% degli adulti ha fatto una pisciatina in quel vicoletto. Sicuramente qualcuno ha visto, qualcuno ha fatto, qualcuno sarà povero e avrà pure la scabbia.
Tuttavia c’è anche chi lascia più pulito di prima il posto dove ha dormito (Ansa: Migranti ripuliscono gli scogli di Ventimiglia), in attesa di andare oltre nella ricerca della pace.
E gli episodi di violenza? Anche gli ebrei erano una minaccia per i tedeschi. Si è visto in seguito quanto fossero effettivamente pericolosi.
Non si possono giustificare atti come quello nella metro di Milano, tuttavia si possono strumentalizzare. Invece di indagarli, come accade per ogni crimine, si strumentalizzano con la complicità dei media nazionali (che ormai ci danno da mangiare tutto quello che chiediamo). L’esistenza della criminalità, più o meno efferata è totalmente indipendente dalla presenza di immigrati sul territorio italiano (vi ricordo che Olindo e Rosa erano cittadini italiani, così come l’imprenditore che ha recentemente ucciso in un tribunale di milano). Spero inoltre di non dovervi ricordare che la mafia italiana è famosa in tutto il mondo per la sua brutalità. Quante gambizzazioni al mese?
Insomma l’immigrato medio sono certo che nemmeno si immagini certe atrocità che in Italia esistono da ben prima del suo arrivo. Perdonatemi quindi se non mi dispero per il braccio del controllore, ho già “sofferto abbastanza” ascoltando negli anni la cronaca televisiva.

Sono 3.419 i migranti morti nel Mediterraneo nel 2014

Secondo i dati annunciati dall’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati almeno 3.419 migranti hanno perso la vita nel Mediterraneo da gennaio 2014, la traversata è diventa così la “strada più mortale del mondo”.

– Internazionale

Lo darei volentieri io un braccio, se servisse a fermare invece lo sterminio che è in atto nel mediterraneo. Ma giustamente quello non vi tocca… E probabilmente nemmeno ciò che succede al di fuori delle “4 mura italiane”.
Dal 15 marzo 2011 la Siria è in guerra con se stessa, sta mettendo in discussione i propri principi cercando di emergere da anni di buio. 4 anni di guerra. Credete di riuscire a immaginare un paese che ha subito 4 anni di guerriglia? Vi aiuto: sono morte 210.000 persone, 1/3 erano civili.

Quelli che scappano dalla guerra hanno qualcosa in comune con voi: temono l’ISIS. Tuttavia mentre voi vi limitate ai cinque giorni di odio dopo la pubblicazione dell’ennesimo video con decapitazione, loro magari hanno un figlio mutilato da una granata o un amico ucciso. Hanno perso il lavoro per la mancata adesione a questa ideologia intrisa d’odio, o forse subito uno stupro per il semplice fatto d’esser etnicamente differente. Forse proprio per questo scappano.

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Foto di Jean Claude Coutausse

“SOMALIA, MOGADISHU.  Pakistani soldiers under UN mandate open fire on protestors  against the presence of foreign troops in July 1993”

Volete che vi parli della guerra in Somalia? È scoppiata nel 2006 ed è ancora in corso, le proporzioni fatele voi (a dire il vero la Somalia muore sotto i colpi della guerra civile dal 1991).

Circa mezzo milione di morti, calcolando anche le vittime per carestia e malattie generate dal conflitto.

– PeaceReporter

Qualcuno avrà letto fin qui e si starà ancora chiedendo “perché cazzo non vengono in prima classe allora?!”, mi sembra doveroso provare dunque a spiegarvi cosa accadrebbe. Ammesso che riescano a trovare un aeroporto non militare nel loro paese ed un aereo civile in partenza, e considerato inoltre che l’addetto al radar – incaricato di allertare i jet nel caso in cui qualcosa si muova nella “no fly zone” – deve pur andare in bagno ogni tanto, i richiedenti asilo politico una volta giunti a destinazione dovrebbero esibire un passaporto valido per poter uscire dall’aeroporto. Questo particolare irrilevante rispetto agli altri, rende impossibile compiere un confortevole viaggio in prima classe. Mancano tutti i documenti necessari ad un qualsiasi tipo di viaggio. E allora? Quali alternative restano di fronte all’atrocità della guerra se non la clandestinità?
Perché non li uccidiamo in mare questi migranti scomodi che ci minacciano allora eh?!
Vi rendete conto? Cosa minacciano? Lo stile di vita del popolo italiano ovviamente! Perché secondo tanti la loro vita vale molto meno dei sussidi che lo stato mette a disposizione per garantirgli il diritto allo status di rifugiato politico (che li toglie dai parchi dove non li volete vedere), diritto che loro in Italia molte volte nemmeno vogliono, considerato che non vogliono essere identificati per proseguire verso nord e ricongiungersi con i familiari (se vi interessa il motivo qui viene spiegato).
In sintesi l’odio che permea gli italiani (e che come mi è stato fatto notare gran parte dell’occidente condivide) è in buona parte un tentativo di difendere la propria situazione di benessere, già compromesso da altri fattori quali la crisi economica, (sì, purtroppo è benessere anche avere uno stato al quale pagare le tasse) da una minaccia inesistente. Qualcuno scrisse “tutto cambi perché nulla cambi” e forse aveva ragione. Attenzione, perché qualcosa di simile è già successo nella storia…
Saluti,
Alessio Borin