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Questo articolo ha il solo scopo di offrire qualche valutazione approssimativa su un possibile futuro che sembra non essere nemmeno tanto distante, futuro che riguarda, per la precisione, il reparto più ludico della tecnologia, ossia quello legato al mondo dei videogiochi. Premetto che non sono un giocatore incallito, che non sono nemmeno amante dei videogiochi e raramente ne acquisto, tuttavia ho seguito con interesse il fenomeno e vorrei analizzarlo con voi.
Negli ultimi anni abbiamo potuto osservare come il GIOCO sia stato uno dei motivi principali per i quali la tecnologia è avanzata, basti pensare alla nascita delle Software House che si dedicano esclusivamente alla produzione di videogiochi “colossal”, stringendo maxi accordi con i produttori di chipset affinché l’hardware ad alto livello sostenga l’esperienza di gioco. In Italia il business del videogioco ha visto il suo momento d’oro nel 2008, quando come nel resto del mondo, è stato abbattuto ogni record per vendite e produzione. Nel 2008 le stime parlano di un fatturato di ben 1.58 miliardi di euro, e sebbene la crescita sembri essersi arrestata, la produzione continua sfrenata.

Attualmente, è pressoché impossibile trovare uno tra i giovanissimi che non sia in possesso di, una di quelle “stazioni del divertimento”, che tutti conosciamo tanto bene. Eppure, proprio in questo articolo, ne prevederemo la fine. Infatti, lo sviluppo e l’attenzione delle software house è tutto concentrato su una piattaforma distante dalle console quali la Playstation di Sony o l’Xbox di Microsoft.

Sembrano essersi conclusi i tempi in cui un videogioco era “migliore” se era più realistico, le simulazioni infatti sono quasi tutte realistiche, persino quelle ambientate in mondi totalmente inventati. Questo è possibile anche grazie alla generosità nelle prestazioni delle ultime console e dei moderni computer. L’ostacolo delle prestazioni è pressoché stato superato, infatti le grafiche dei giochi sono già talmente tanto in alta definizione da spingere anche lo sviluppo dei TV a stare dietro a questo mercato (ma questo è un altro discorso)… Gli hardware si conformano, e anche se cambia il produttore, l’esperienza di gioco rimane invariata. Le console diventano oggetti di design, e spesso si cerca di farne risaltare il brand in modo da portare più clienti (sullo stile di Apple per capirci). L’innovazione dell’hardware è spinto ora da esigenze diverse, quali il risparmio energetico o la riduzione dei volumi e del peso, ma non più la pura prestazione necessaria alla sessione di gioco.

Sempre più spesso assistiamo all’affermarsi di nuovi titoli che non hanno una richiesta di prestazioni eccessiva, pensiamo ad esempio al famoso Angry Birds che ormai ha raggiunto pressoché qualsiasi dispositivo. Il gioco che attrae, quello che vende, costa solitamente poco, è espandibile nel caso piaccia, e tende ad essere dimenticato in fretta. Caratteristiche che come avrete capito, sono tipiche dei giochi che troviamo in formato di App. La mobilità prima di tutto, il gioco poco impegnativo è quello che la società del 2012, frenetica, predilige.

Non c’è più il tempo di giocare con la PlayStation per lunghe ore, meglio “spalmare” quelle ore nei vari momenti liberi del giorno. Ed è così che, lentamente, il mercato si sta spostando verso una nuova dimensione, dalle mega console e i computer verso smartphone e tablet, che proprio per le loro straordinarie caratteristiche uniscono performance e comodità. Queste considerazioni sono sostenute dalla crescita esponenziale che sta subendo il numero di giochi presenti sui mercati più grandi, Google Play Store e iTunes AppStore, dove negli ultimi anni, software house come Gameloft e Ubisoft hanno venduto centinaia di migliaia di copie di videogiochi di altissimo livello.

Il fenomeno è certamente da imputare alla forte diffusione che stanno subendo i nostri amici smartphone, che abbiano il marchio d’una Mela un Robottino o una Bandiera, poco importa, in ogni caso i giochi non mancheranno. Sempre più spesso ci troviamo davanti a tipologie di giochi totalmente innovative, che sfruttano motori fisici estremamente complessi, seppur con grafiche del tutto fantasiose.

Da tempo è sbarcato anche il multiplayer, portando l’esperienza di gioco degli FPS  a discreti livelli anche su smartphone e tablet (come non citare lo stupendo N.O.V.A 3?!). L’assenza di un controller e la scomodità dei controlli non sembra fermare i gamers più incalliti, che amano replicare anche giochi piuttosto “anziani” come GTA III e Max Payne. Questi ultimi celeberrimi titoli della Rockstar, che sul mio vecchio PC funzionavano a scatti, acquistano rinnovata fluidità e miglioramenti nel comparto audio/textures prima di sbarcare sul Play Store. Inutile parlarvi del mio stupore quando me li sono scaricati sul mio Galaxy S2 e ho potuto giocare a titoli che provocavano, in passato, il freeze completo di Windows 98.

Se da un lato possiamo trovare una crescente disponibilità di titoli, ed un mercato aperto anche agli sviluppatori principianti, dall’altro troviamo politiche sempre meno apprezzate dagli utenti, quale ad esempio lo scandalo della Sony PlayStation Vita,  che nonostante sia da tempo presente nei negozi, non vanta ancora una rosa di titoli abbastanza fornita. Non parliamo poi della Nintendo, che con le ultime console “portable”, tutte identiche se non nel crescente prezzo, sembra perdere terreno rispetto la concorrenza. Possiamo quindi pensare a una fine del mercato delle console? Probabilmente no, o meglio, non una fine violenta quanto ci si potrebbe aspettare.

Probabilmente assisteremo alla presentazione di una nuova generazione, con hardware di altissimo livello, in modo da permettere lo sviluppo di giochi ancor più coinvolgenti. Questo tuttavia a discapito del prezzo, diventerà probabilmente difficile potersene permettere una. Forse avrà luogo anche un lento trasferimento dall’archiviazione dei giochi su Blue Ray, verso un mercato online, che sembra essere più simpatico agli utenti (e meno ai produttori, se pensiamo alla pirateria). Queste due cose potrebbero in qualche modo mantenere quel gruppo di consumatori che le console hanno acquisito negli anni.

Nulla toglie che il gioco su dispositivi “portable”, che permettono di fare anche molte altre cose, stia migliorando molto e certamente continuerà a farlo, come ben sanno anche i produttori (ricordiamo che Microsoft e Sony “hanno tra le mani” sia smartphone che console). C’è anche di certo da aspettarsi l’arrivo di nuove piattaforme, ad esempio l’HTML5 prometteva di farci giocare a browser games spettacolari, e non so voi, ma io sto ancora aspettando.

Spero che le mie congetture siano minimamente condivisibili.. E voi da che parte state?!

Saturday Come Slow di Massive Attack
Ascoltato il 14 Nov 2018, 17:58